La lotta alla contraffazione è diventata un tema sempre più centrale per i marketplace. Non riguarda solo la compliance. Riguarda anche fiducia, reputazione e qualità dell’esperienza d’acquisto. In questo scenario si inserisce l’ingresso di Temu nella International AntiCounterfeiting Coalition, una delle principali organizzazioni globali attive nella tutela della proprietà intellettuale. Secondo IACC, il network riunisce oltre 250 aziende e organizzazioni di più di 40 Paesi.
Un passo che punta a rendere il marketplace più affidabile
L’adesione di Temu alla IACC va letta in modo preciso. Non è solo una scelta di posizionamento. È anche un segnale operativo. Come General Member, la piattaforma entra nei tavoli di lavoro della coalizione insieme a brand, associazioni di categoria e autorità. L’obiettivo è rafforzare il coordinamento contro la contraffazione e migliorare la tutela dei diritti di proprietà intellettuale.
Un rapporto già avviato nel 2025
In realtà, il dialogo tra Temu e IACC non nasce oggi. A maggio 2025, Temu aveva già firmato un Memorandum of Understanding con la coalizione. Nello stesso contesto, la piattaforma era entrata come membro inaugurale del Marketplace Advisory Council, il MAC, un forum creato da IACC per mettere attorno allo stesso tavolo marketplace, operatori dei pagamenti e brand globali.
Perché questo passaggio conta davvero
Il punto più interessante è proprio questo. La contraffazione online non si contrasta in modo efficace se ogni attore lavora da solo. Serve dialogo tra piattaforme, titolari dei diritti, associazioni e soggetti che operano sul fronte enforcement. Il MAC nasce proprio con questa logica: definire pratiche condivise, aumentare la trasparenza, migliorare le procedure e rendere più difficile la vita ai recidivi. IACC ha spiegato che il consiglio lavora su soluzioni operative concrete per rafforzare l’integrità dei marketplace online.
Il sistema di controllo dichiarato da Temu
Sul piano operativo, Temu afferma di aver strutturato un sistema di tutela che copre tutte le fasi del ciclo di pubblicazione. Il controllo parte dalla verifica dei venditori. Prosegue con le verifiche prima della messa online dei prodotti. Continua poi con un monitoraggio costante successivo alla pubblicazione. Secondo i dati diffusi dall’azienda, il database di monitoraggio proattivo copre oltre 6.700 brand, più di 38 milioni di immagini e oltre 9 milioni di keyword.
Tempi di intervento e gestione delle segnalazioni
Temu dichiara inoltre che oltre il 99,9% delle richieste di rimozione viene gestito entro tre giorni lavorativi. Il tempo medio di gestione indicato è inferiore a un giorno. Sono numeri importanti, almeno sul piano dichiarativo, perché spostano l’attenzione non solo sulla capacità di rilevare una violazione, ma anche sulla rapidità di risposta. Ed è proprio sulla velocità di intervento che spesso si misura la credibilità di un sistema di brand protection.
La Brand Guardian Initiative
A questo si aggiunge la Brand Guardian Initiative, lanciata da Temu nell’aprile 2024. L’iniziativa è stata pensata per dare ai brand strumenti più diretti di intervento, supporto dedicato e aggiornamenti periodici basati sui dati raccolti. A dicembre 2025, Temu ha dichiarato di collaborare con oltre 1.500 brand attraverso questo programma. Alcune analisi di settore riportano anche che il modello punta a integrare asset di marchio e riferimenti utili nei sistemi di protezione, così da facilitare l’individuazione preventiva delle possibili violazioni.
Un segnale importante per l’eCommerce
Per chi lavora nell’eCommerce, la notizia è rilevante per almeno tre motivi. Il primo è reputazionale. Un marketplace che rafforza la collaborazione con organismi specializzati manda un messaggio chiaro a brand e consumatori. Il secondo è operativo. Più coordinamento significa, almeno in teoria, procedure più ordinate e più efficaci. Il terzo è strategico. La tutela della proprietà intellettuale non è più un tema secondario. È una leva competitiva. Soprattutto in contesti globali dove la fiducia incide direttamente su conversione, fidelizzazione e qualità dell’offerta. Questa lettura è coerente con l’impostazione che IACC attribuisce ai propri programmi, basati su collaborazione cross-industry, scambio di best practice e rapporto diretto con i titolari dei diritti e con le autorità.
Cosa cambia per brand e operatori
L’ingresso di Temu nella IACC non risolve da solo il problema della contraffazione online. Però indica una direzione precisa. I marketplace sono sempre più chiamati a dimostrare non solo crescita commerciale, ma anche capacità di controllo, trasparenza e cooperazione. Per i brand, questo significa avere interlocutori più strutturati. Per gli operatori del settore, significa osservare un modello in cui la protezione IP diventa parte integrante dell’infrastruttura del marketplace. Non un semplice presidio legale. Ma una componente concreta della qualità del canale.
